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Il sogno di Rosaspina

da Rosaspina dei Fratelli Grimm e da La Bella Addormentata di Perrault
con Ilaria Delli Paoli, Roberto Solofria, Domenico Santo
drammaturgia Luigi Imperato
regia Rosario Lerro e Luigi Imperato

disegno luci Marco Ghidelli
costumi Monica Costigliola e Barbara Caggiari
scene Antonio Buonocore
musiche Paky Di Maio
foto di scena e luci Marco Ghidelli
una produzione Mutamenti / Teatro Civico 14

Rosaspina è figlia del re e ama girare per il suo regno, incontrare personaggi e volti sempre diversi. Rosaspina è una ragazza curiosa. Ama scoprire il mondo con gli occhi e con il tatto. Ama toccare oggetti nuovi. Ma Rosaspina non sa cosa siano gli aghi, e mai avrebbe dovuto saperlo. Una maledizione l’aveva colpita appena nata:
 
la principessa crescerà in grazia e bellezza, amata da tutti, ma prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio e morirà.

La messa al bando di tutte le punte nel regno non basta, il maleficio si compie, ma la giovane principessa non muore, cade invece addormentata grazie all’intervento di una fata buona. Qui comincia il sonno e un sogno lungo 100 anni. Rosaspina ha perso i sensi ma non la sua curiosità; continua a vagare in un regno, onirico stavolta, incontrando ancora volti e personaggi nuovi, semplicemente inventati dalla sua instancabile fantasia.
E poi arriva il principe, la storia continua, scocca l’amore. ma quel sogno, quel lungo sogno, non la abbandonerà mai più, diventerà racconto, filastrocca, favola per i suoi figli e per tutti i bambini.

Note

“Il sogno di Rosaspina” nasce dall’esigenza di produrre uno spettacolo adatto anche a bambini dai 5 anni in su, una fascia d’età non coperta dalle nostre produzioni. La scelta è caduta su “La bella addormentata” perchè ci sembrava questa una fiaba adatta a raccontare quel passaggio dei bambini che diventano adolescenti e si preparano all’età adulta. Il sonno della Bella Addormentata è proprio questo, il racconto di una “crescita”. La tradizione della storia di una principessa che “cade” addormentata ha nel tempo avuto diverse declinazioni, quella di Perrault termina non con il bacio che risveglia ma con la nascita di due figli e con un dramma della gelosia. La gelosia della madre del principe che tenta di “punire” il figlio per questa sua seconda famiglia, tanto da costringere il cuoco di corte a cucinare i due bambini. Ovviamente il lieto fine è assicurato e il cuoco salverà i bambini portando in tavola un agnello con le patate. Quella dei Fratelli Grimm, invece, ci racconta della storia di Rosaspina fino al bacio del principe che spezza l’incantesimo. Il nostro allestimento, dunque, si sofferma a lungo su una parte della storia che in genere, in altre narrazioni, corre via veloce: il periodo di 100 anni in cui la protagonista resta addormentata. Ci ha incuriosito fin dall’inizio dare forma a ciò che Rosaspina sogna durante tutto quel tempo. Ci sembrava opportuno narrare quel frangente della sua storia proprio perchè secondo noi è un periodo cruciale, rappresenta il vero viaggio iniziatico, il vero passaggio che anticipa la maturità dell’incontro amoroso e di conseguenza il risveglio che la fa donna. E’ il momento che cova la maturità e che non a caso si compie nel cuore di un fitto bosco, simbolo evidente di prove e difficoltà da superare.

 

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