Cerca

FEMMENE COMME A ME

di Pau Miró
regia Roberto Solofria
con Michele Brasilio, Marina Cioppa, Ilaria Delli Paoli, Roberto Solofria
progetto sonoro Paky Di Maio
scene Antonio Buonocore
costumi Alina Lombardi
aiuto regia Luigi Imperato
produzione Mutamenti/Teatro Civico 14

Dopo averci parlato di uomini che, arrivati ai sessant’anni, cominciano a perdere il loro ruolo nella società (Jucature), Pau Miró, uno dei più validi autori della drammaturgia catalana attuale, ci presenta – in chiave di commedia nera – quattro donne che si avvicinano ai cinquanta: una biologa che lavora in un casello, un’architetta senza lavoro, un’archeologa che pulisce condomini e una bidella appena licenziata. Ognuna di loro ha la sua storia, naturalmente, ma nei fatti si trovano in una condizione molto simile e affrontano le stesse difficoltà. Appartengono a una classe media che combatte ancora con gli effetti della crisi e che deve usare tutta la propria forza e la propria resilienza per non sparire. Il racconto inizia
quando una di queste donne, l’architetta, esce di casa una notte e decide di non tornare, lasciandosi alle spalle un marito e un figlio. Si trasferirà in uno studio dei Quartieri Spagnoli, una parte della città a lei quasi sconosciuta. Lì, l’architetta si ritirerà in una forma di clausura, per mangiare pizza e guardare serie tv. Non riuscirà però a fare in modo che le sue amiche, conosciute fin dall’adolescenza, la lascino in pace, impegnate a salvarla da quella che credono essere una profonda depressione. Le quattro protagoniste dovranno comunque mettere da parte tutte le loro divertenti riflessioni sulla vita quando scopriranno una strana borsa nello studio dell’avvocato che è diventato il loro rifugio: aprendola, una storia di sentimenti si trasformerà in una vicenda di azione e suspence, dove ci sarà addirittura tempo per una coreografia a ritmo di disco dance. L’amicizia è uno dei grandi temi di questa piéce: ci parla di quattro persone che, nella loro unione, trovano la forza per far fronte alla pressione che il mondo esercita su di loro.

 
Pau Mirò
Pau Mirò è un autore catalano. Classe ’74, si è formato come drammaturgo presso la Beckett
Hall, dopo essersi laureato All’Institut del Teatre de Barcelona. Fonda la compagnia Menudos
costituita da ex studenti dell’Institut del Teatre. Tra le sue opere ci sono Players, presentato in
anteprima italiana nel 2013 al Piccolo Teatro di Milano; Elephant smile; Bales i Ombres; Plou a
Barcellona. Pau Mirò è tradotto in spagnolo, italiano, francese, portoghese, polacco e inglese.
Riceve premi nazionali di critica in Italia, approda nelle trasmissioni radiofoniche Rai e i suoi
testi vengono convertiti anche in versione cinematografica. Vincitore del premio Ubu al
miglior nuovo progetto drammaturgico straniero con I giocatori – Jucatùre, nel 2013, nella
traduzione di Enrico Ianniello.

 

Enrico Ianniello
Attore, scrittore e traduttore Italiano, casertano d’origine, classe ’70, Enrico Ianniello si forma
presso la Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman. Fa parte della compagnia
italiana Teatri Uniti. Il suo romanzo d’esordio è La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, edito Feltrinelli nel 2015. Nello stesso anno vince il Premio Campiello Opera Prima, il Premio John Fante Opera Prima e il Premio Selezione Bancarella. È tra i sedici autori scelti che partecipano alla scrittura di Ho sete ancora. 16 scrittori per Pino Daniele, edito Iocisto edizioni nel 2016. Nel 2019 esce il suo secondo libro La compagnia delle illusioni, nello stesso anno Ianniello in veste di traduttore e regista presenta a teatro la pellicola del regista Santiago Carlos Ovès, Conversaciones con mamà, traducendo il titolo in Giacomino e mammà.