VERSO IL MARE

con Tonino Taiuti

Questo mare che ci attende e c’illumina con la lama del suo sale, zampilla dal mio occhio. E là, le corde rugginose dei suoni si radunano e navigano tra le onde della mia voce.

Tonino Taiuti è un pezzo della storia del teatro napoletano. Esponente “involontario” della così detta nuova drammaturgia napoletana, Taiuti condivise con Antonio Neiwiller, Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Silvio Orlando e molti altri un periodo di grande fermento culturale della città. Attore, performer, studioso, musicista, sperimentatore, dopo oltre trent’anni di carriera, ancora oggi vive a Napoli, lavorando raramente nel circuito ufficiale e molto più spesso negli spazi off.

Nota di Tonino Taiuti
Quando si va “verso il mare” si è quasi sempre agitati da un sentimento di liberazione, di alleggerimento, di svuotamento quasi fosse un percorso di purificazione. Forse perché, per noi mediterranei, questo ci mette a confronto con una delle più naturali e immediate profondità. Ma anche perché sappiamo – gli riconosciamo – per tutto quanto ci dà. E abbiamo anche il timore e il tremore per quanto ci può togliere.

Il mare è come la vita, è la natura che svela, è l’incanto della meraviglia,il mare è come l’amore.

Verso il mare non è un’antologia, è la costruzione di una storia fatta con richiami, evocazioni, frammenti, ma anche relitti, resti e avanzi che dal fondo del mare vengono a galla. È il messaggio nella bottiglia che viene portato in scena.

Ci sono ricordi e sonorità: alcune nostalgiche oggi sconosciute; lingue toste e poesie; delusioni e fughe… ma anche il piacere della vita e l’ironia della sorte. E tutto questo grazie a un caleidoscopio inatteso di autori di ieri come Achille Campanile («scomparso il sole, il mare impallidì e un brivido lo percosse») o di oggi come Igor Esposito («Solo lu mare se ribellò a ’stu cosmico magnamiento, quand lu mere nu spirito ribaldo est, ché quando pare calmo de repente si arrevota e si attorciglia e se schiatta e se scummoglia») o di Eugenio Lucrezi (“Io so’ caduto a mare e me so’ fatt’ pesce, pe’nun murì”)… dove non si può non ricordare la devozione eduradiana alla natura quando «’o mare sta facenne ‘o mare».

È un mare per scappare e fuggire, un mare per tornare, agitato come «la tempesta ‘e chest’anema mia» ma anche liscio come l’olio come lo ricorda il vecchio marinaio dopo i flutti che aprono la Tempesta.

Verso il mareè un viaggio tra poesia e teatro dentro l’immediatezza della scrittura scenica, una sperimentazione che dal teatro incamera ed esplicita ritmo, sonorità e musica.

In questo concerto teatrale di poesia per attore solo con chitarra elettrica, il mare serve a svelare la magia del teatro e il mistero della vita, dove onde di parole e vortici di musica affiorano e si consumano in un gioco scenico che coinvolge e intrappola lo spettatore.

VERSO IL MARE

Date:
Dal 28/10/2017
al 28/10/2017
Giorni e orari spettacolo: