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Don Chisciotte, Carluccio e la fattucchiera

di Antonio Magliulo
con Giovanni Arciprete, Domenico Capitelli, Andrea D’Alia, Domenico Frontoso, Raffaele Junior Iavazzo, Raffaele Iavazzo, Rosanna Misso, Antonio Nardelli, Gemma Nuzzo, Diletta Siesto, Antonella Verde, Maddalena Carapella
Costumi: Maria Pennacchio
Direttore della fotografia: Vittorio Errico
Foto: Pasquale Vitale
Ufficio stampa: Elpidio Iorio
una produzione “Il Colibrì” di Sant’Arpino (CE) / Gruppo Teatrale “Il Pendolo” (CE)
in collaborazione con l’Associazione “Itinerarte” di Portici (NA)

C’è stato un tempo  che è stato per tutti, di imprese e di vittorie, tra libri e fogli volanti,  in una stanza,  che  da una finestra partiva la vita e ritornava il modo di vivere, l’atteggiamento.

Per un’incompresa circostanza , forse chissà, in un soffio di vento, un eroe stralunato  si prende una sorta di vacanza dal suo mondo realisticamente magico, lontano dalla sua sella e dalla sua  Dulcinea, da mulini a vento e da pecorelle smarrite;  imprigionato nella sofferenza dell’ingiustizia, di imprese di vittorie  dei giusti  sui prepotenti… si perde tra altre pagine più semplici ma di ordinario squilibrio dove la semplicità non è altro che un grado maggiore di difficoltà. Per farla breve, Don Chisciotte è nei pressi di Napoli, in un pesino sempliciotto, dove i problemi non risolti restano quasi  sempre gli stessi : la fame, l’amore, la gelosia,  gli “inciuci” (pettegolezzi)  l’invidia e il duello  d’onore, e del pesce grande che mangia il pesce piccolo. Per questo motivo c’è bisogno di uno slancio consistente che non sia solo un sogno matto: liberarsi dalla fantasia  per tuffarsi in una  inventiva .Ma  Don Chisciotte è sempre Don Chisciotte…   Cavaliere errante di una asociale guerra,  che si libera da una fantasia …  e sopravvive a Napoli, in  altre verità  vivendo la sua  di fantasia,  che  è diversa ma  simile a quella  del suo libro: ed ecco ancora  il rivale,  gli intrighi,  equivoci, amori non corrisposti e  denudati, battaglie per difendere i più deboli,  colpi di lancia (o meglio ora di mazza da scopa) all’ingiustizia, all’ignominia, ai truffatori, all’ indifferenza e al disprezzo dei valori;  così ecco come il  Don Chisciotte di Napoli, diventa    Don Cosciotto della “magna … napoletana” e non “Don Chisciotte  della Mancia”. Anche qui è un magro squilibrato che non sta bene , una figura triste di una introversa guerra, con un nuovo Sancio, sempre uguale  all’originale, che sostituisce il suo vecchio scudiero, perso chissà in quale mondo.  Un nuovo  Sancio  che pur preso   a calci, è   di una notevole forza interiore, sempre semplice e grassottello che si nutre di botte per colpa di don Cosciotto ma anche di tutta quella fantasia che  lui non ha ;   e così mentre Don Cosciotto  sproloquia  per salvare non il mondo intero ma solo una parte di questa  città che lo ospita, per una ordinaria  sua libera follia, senza costrizione del suo vero autore, Sancio secondo, ingrassa  di vita, sentendo i dolori delle botte, l’amore semplice e carnale per la sua bella, la risata grassa per la semplicità delle cose. Il nemico in questa città è “ l’ombra delle cose ” tra  balbuzienti e  sempliciotti  derisi da sempre, tra  fattucchiere, uomini  del perbenismo in chiesa  e  perversi  in sacrestia,   calunniatori,  ladri e prostitute,  “guappi” e uomini d’onore,   nella famosa arte dell’arrangiarsi . Un  alone   che  può  essere  esorcizzato con una risata … perché in fondo nel bene e nel male la risata rimane la fonte più vera di ogni tragedia… e allora ecco personaggi  di una ilarità paffuta   con personaggi non introversi,  che ironizzano sulla vita, sulle parole sbagliate dette o non dette; ecco i bisticci, pericoli evitati,  avventure, baruffe, tutto in una azione dinamica e immediata senza tempi di riflessione,  ricordando così  tanto  quello che èla Commediadell’Arte e i suoi lazzi. Quei personaggi, come  il Capitano, Colombina, Tartaglia, Pulcinella , Coviello   che da sempre popolano  il nostro vivere quotidiano. Una sorta di  cellula che più che  essere eversiva è appunto distruttiva, non fa prendere coscienza, ma appaga, non fa scoprire ma dà conferme, semmai è un contrappeso morale, perché non mostra il disordine per auspicarlo, ma per risolverlo.

Don Chisciotte, Carluccio e la fattucchiera

Date:
Dal 03/05/2013
al 05/05/2013
Giorni e orari spettacolo: