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Da questa parte (ovvero quello che manca)

di Emanuele Tirelli
con Assia Favillo
regia Iolanda Salvato
una produzione Tavole da Palcoscenico, Eva Di Tullio e Blumalab

Atto unico in tre tempi per attrice una e multipla. Una moglie fedele e devota arriva sul palcoscenico dichiarando di volersi nascondere: suo marito le ha chiesto di portare il figlio dai nonni e di restare in disparte mentre lui prende una delle decisioni più importanti della sua vita. E’ questa l’occasione per raccontare al pubblico la loro vita innamorata e felice, l’arrivo da un paese di provincia, il sogno sostenuto a gran forza dai suoi genitori di essere una buona moglie e di creare una famiglia unita. Un sogno che la protagonista è riuscita a realizzare, anche se a discapito della propria indipendenza. Ma questo forse non importa. Importa avere una famiglia e condividere la vita con qualcuno. “Pare quasi che l’essere umano non sia in grado di stare da solo. Deve sempre consegnare qualcosa di sé a qualcun altro. Come un fattorino, ma di se stesso. Come se fosse talmente pieno, dentro, talmente carico, e che tutto questo crescesse sempre a tal punto da doverne regalare della parti a qualcun altro”. Nel secondo tempo entra in scena una nuova protagonista: la stessa donna che dichiara di essere l’amante del marito. Il loro, dice, è un amore importante, un amore fresco e scelto quotidianamente. E non importa se quell’uomo è sposato, perché con tenacia e sacrificio anche lei arriverà a centrare il suo obiettivo: avere una famiglia. Per farlo, è disposta a qualunque cosa. Per non restare sola, per evitare che la sua casa sia invasa dai gatti del quartiere. “Quelli lo sentono, quelli se ne accorgono subito. Lo sanno che stai da sola e vengono da te perché sanno che vuoi occuparti di qualcuno, che hai bisogno di occuparti di qualcuno, e quindi… ti occuperai di loro”. In un tempo che non esiste, perché è di tutti i tempi, le due donne ripercorrono desideri e timori di una vita, fino alle rivelazioni finali del terzo tempo che vede nuovamente in scena la moglie. Roberto, il marito, è stato rapito e viene tenuto legato a una sedia in attesa che prenda la decisione più importante della sua vita. Ed è stata lei. E’ stata sua moglie a rapirlo. La moglie che è anche amante, ma che in realtà non vive più con lui da quando alcuni anni prima il loro unico figlio Luciano è morto. “Quando abbiamo paura per la nostra vita prendiamo decisioni drastiche, improvvise. Decisioni. E’ quello che voglio. Decisioni. E vorrei che fossero favorevoli a me, a noi, e non a quella cretina dei gatti e nemmeno a quell’altra che mi fa paura. […] E se sceglierà lei… che vi devo dire: continuerò! Continuerò ad avere fiducia e sarò costretta a un nuovo trauma, a una nuova decisione drastica. E se sarà necessario, avrò ancora fiducia. Perché la fiducia, a volte, ha solo bisogno di essere aiutata”. Le proiezioni che a volte irrompono e altre accompagno lo spettacolo sono i pensieri che vorremmo tenere nella nostra mente, ma che non possono essere costretti: prima o poi, che lo desideriamo o meno, vengono fuori e spiegano agli altri il perché delle cose, quando e perché tutto è cambiato.

Da questa parte (ovvero quello che manca)

Date:
Dal 19/10/2012
al 21/10/2012
Giorni e orari spettacolo:
3