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Considerazioni a margine

Bisogna essere davvero un grand’uomo per saper resistere anche contro il buon senso.
Fëdor Dostoevskij, I demoni, 1871

 

Si è conclusa la quarta stagione teatrale del Teatro Civico 14.
Quando abbiamo dato il via, ad ottobre, non credevamo di arrivare fino in fondo. Purtroppo per tutte le realtà piccole come la nostra ogni nuova stagione inizia senza la certezza di vederne la fine. Le difficoltà, economiche prima di tutto, le tasse, la crisi, l’IVA, le ansie di fine mese, le paure, gli errori di valutazione, le gioie, la fatica, le nottate, le urla, gli abbracci, il tempo che non c’era, gli sforzi, le richieste, gli aiuti, i no, la nascita di Lorenzo, le telefonate della SIAE, tutto ciò che può essere accaduto in nove mesi.
Ancora una volta siamo qui. A riflettere e a capire cosa cambiare, cosa migliorare, cosa creare. Perché noi immaginiamo, come i bambini: nel nulla ci troviamo sempre qualcosa di buono. Noi siamo quelli di poche pretese, che non chiedono chissà cosa, anche perché quel poco che abbiamo chiesto non l’abbiamo nemmeno avuto. Noi siamo quelli che hanno scelto di tenere la testa alta, e di non rinunciare nonostante tutto e tutti, nonostante le porte sbattute in faccia. Noi siamo quelli che hanno nove vite come i gatti, e che pure se sono arrivati all’ottava rischiano lo stesso per realizzare i loro progetti. Noi siamo quelli per cui niente è impossibile, che trovano il buono anche nelle difficoltà, e che riescono ancora a sorridere quando tutto sembra perduto. Noi siamo quelli che ogni anno fanno domanda di contributo al Ministero perché Roberto dice ogni anno che è l’anno buono e che ogni anno ricevono sempre la stessa risposta. Noi siamo quelli che “sono troppo piccoli” ma che pensano ogni cosa in grande. Noi siamo quelli che litigano un giorno si e l’altro pure e che dopo si abbracciano forte perché è così che fanno i fratelli. Noi siamo quelli che sbagliano, che rivendicano il diritto all’errore, che non sono mai al posto giusto nel momento giusto perché non hanno mai i soldi necessari per arrivarci in quel posto, ma che comunque ci riprovano ogni anno. Noi siamo quelli che sono circondati di amici/collaboratori (Domenico Santo, Antimo Navarra, Christian Iorio, Antonio Buonocore, Paky di Maio, Marco Ghidelli, Serena Ruggiero, Sara Scarpati, Luigi Imperato, Olimpia Pisanti, Alina Lombardi, Ortensia de Francesco) che ci regalano il loro tempo e le loro energie, cose che valgono più dell’oro. Noi siamo quelli che si autoproducono i sogni, si autofinanziano le idee, si autoalimentano di fatica, si sostengono col proprio lavoro.
Noi siamo quelli che continuano a crederci, forse perché non ci resta altro, forse perché ci crediamo davvero.
Detto questo, è d’obbligo ringraziare i nostri sostenitori.  Grazie a loro sono stati prodotti due spettacoli, K. e Il Sogno di Rosaspina. Grazie al loro contributo abbiamo “illuminato” il nostro spazio facendo fronte alle spese correnti e abbiamo migliorato i nostri servizi.  Ecco i nomi di tutte le persone che in quest’anno hanno dato un senso con la loro piccola o grande donazione alla nostra r-esistenza: Floriana Figliomeni, Associazione Artemisia, Olimpia Pisanti, Claudia del Prete e Paolo Vuolo, Francesco Massarelli e Diva Di Fabio, Sara de Gregorio, Giovanni Cicia, Daniela Stabile, Giulia Grillo, Orsola Ferraro, Brunella Saccone, Bruno Vesna, Vesna Sansone, Marina Balletta, Matilde Natale, Alessandro Iovanella, Gennaro Vitrone, Fausto Napolitano, Tiziana Ciccarelli, Claudio Lombardi, Vincenzina Esposito, gli Esposti, Quintilina Miniero, Niko Mucci, Nicola Mazzocca, Helena Rizzo e Vito Vigliotti, Marilena Lucente, Rosaria Pietropaolo, Eugenio Tescione e Ortensia de Francesco, Paola e Nando Servillo, Rino Della Corte, Antimo Navarra, Luigi Foglia, Federico Langella, Nicola Melone e Adele Prezioso, Rita Natale, Emma Vittorio, Monica Iovine, Annamaria Zimbardi, Nicola Bernardo, Eleonora Recano, Brunella Cappiello, Aldo Altieri, il Caffè, Rossella Vinciguerra, Rosa Magliulo, Dario Salvelli, Valerio Piccolo.
Ma non possiamo dimenticare i nostri abbonati, gli spettatori che in teatro ci sono capitati per sbaglio, i recidivi che hanno deciso di tornarci più e più volte, gli allievi dei nostri laboratori, tutte le compagnie che ci hanno donato le loro opere (Marco D’Amore, Roberto Azzurro, Gea Martire, Tavole da Palcoscenico, Teatri Uniti, Fondazione Salerno Contemporanea, Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella, Esposti, Pierfrancesco Pisani, Andrea Cosentino, Il Picchio, Teatro del Sangro, Riccardo Ceres, Virus Teatrali, Franca Battaglia, AUèR, Klippa Kloppa e Radio NK, Mario Gelardi, il Torchio, Daniele Timpano, C.R.E.S.T., Teatro Forsennato, Circ’Umanotico, Paolo Musio, Teatro dei Limoni, Teatro del Cerchio, TeatrInGestAzione, Prima Quinta, Teatri delle Sguelfe, Emanuela Giordano, Posteggiatori Tristi, Teatro di Legno, il Colibrì, Satura Lanx, Fratelli de Rege, Indypendentemente), tutte le associazioni e le realtà con le quali abbiamo collaborato (Blow Up Film, Cinema dal Basso, Cineclub Vittoria, laFeltrinelli, Collettivo Corpo 10, Club 33 giri, le Piazze del Sapere).
Quest’anno abbiamo realizzato uno dei tanti nostri piccoli, grandi sogni. Abbiamo pubblicato un libro. VICOLO DELLA RATTA, CIVICO 14 è una raccolta di racconti ma non solo, è un dono. Un dono fattoci dai 14 amici scrittori che hanno creduto in questa nuova follia pensata in quel piccolo spazio che si chiama Teatro Civico 14. E allora grazie Eugenio Tescione, Massimiliano Virgilio, Emanuele Tirelli, Giusi Marchetta, Mario Gelardi, Fabio Rocco Oliva, Collettivo Corpo 10, Antonio Iorio, Francesco Forlani, Marilena Lucente, Tony Laudadio, Arnaldo Greco, Fabio Tilocca.Perdonate il lungo elenco ma a volte le persone è necessario nominarle una ad una se fanno parte di una squadra. Il Teatro Civico 14 è di tutti quelli che hanno deciso di entrarci e di quelli che ci entreranno in futuro. 

Grazie a tutti.

 

Ilaria, Roberto e Rosario