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Bianca, Neve e i tre Settenani

liberamente ispirato a “Biancaneve e i sette nani” dei fratelli Grimm
scritto e diretto da Roberto Solofria
con Roberto Solofria, Antimo Navarra, Vincenzo Bellaiuto, Martina Porfidia
scene Antonio Buonocore
costumi Alina Lombardi
musiche Paky Di Maio
luci Marco Ghidelli
illustrazioni Valentina Piscopo
testi canzoni Laura Bova e Roberto Solofria
organizzazione Napoleone Zavatto
una produzione Mutamenti/Teatro Civico 14

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”

Biancaneve dei Fratelli Grimm, forse la fiaba più conosciuta al mondo, narra le peripezie di una ragazza vittima di una regina, madre/matrigna, invidiosa della sua bellezza, che, accecata dalla sua vanità, per non avere rivali, ordina a un sicario di ucciderla. Questi però, nel momento cruciale si commuove e le salva la vita; Biancaneve allora è costretta a fuggire e trova rifugio nella casa di sette curiosi personaggi, sette nani che decidono di ospitarla e proteggerla. Ma la regina, non si dà per vinta e ricorre persino alla magia per mettere fine alla vita di questa figlia molto più bella di lei. Lo spettacolo propone una rilettura ironica e divertente, in un spazio scenico in continua trasformazione, che all’uopo diventa castello, bosco, antro oscuro, dove i personaggi dipanano la loro storia, una storia antica ma incredibilmente attuale, che racconta la crudele ferocia della vanità.

Nel castello di Lohr in Bassa Franconia, Bianca visita la splendida collezione di specchi, tra questi ce n’è uno quasi magico che ripete le parole di chi si specchia. La ragazza, incantata da tal prodigio, non si accorge della chiusura del museo e resta intrappolata all’interno dello stesso. Dopo la chiusura misteriosi personaggi faranno la loro comparsa e coinvolgeranno Bianca in un’avventura che ricorda tanto quella di Biancaneve che in quel castello, pare, sia nata.

 

 

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